Come preparare un buon caffè espresso fatto in casa

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Sicuramente molto difficile equiparare il caffè espresso servito al bar ma ecco alcuni consigli per preparare un espresso molto buono anche a casa propria.

Abbiamo ormai stabilito che il caffè espresso non provoca danni all’organismo se consumato nella giusta quantità e che ormai stato sperimentato per curare alcune malattie come il Parkinson. Gli italiani possono quindi bere questa bevanda tranquillamente a casa, al bar e al ristornate curandosi principalmente del gusto che essa ha. Ci sono difatti molti fattori che determinano la buona riuscita o meno di un caffè, tra questi:

  • Macinatura;
  • Pulizia, decalcificazione e sostituzione dei filtri;
  • Pressatura.

Ma, come già detto, è difficile fare un espresso all’altezza se lo si beve in casa. Quindi come migliorare questa situazione per cercare di bere a casa un caffè come al bar? L’evento “Cibo a Regola d’Arte” organizzato dal Corriere della Sera a Napoli, è stato un ottima occasione di confronto per scoprire la cultura del caffè nelle diverse regione italiane e i trucchi per rendere più semplice il risveglio mattutino.

Che si tratti di caffè espresso preparati al bar o a casa sicuramente i tre elementi base da rispettare sono: la macinatura, la pulizia dei filtri e la pressatura sono i più importanti.

Ma come fa una casalinga a servire un espresso a regola d’arte ai propri ospiti senza dover fare grosse spese?  Fino ad ora abbiamo parlato di consigli in generale, vediamo nel dettaglio quali quelli specifici da seguire per fare un ottimo caffè a casa:

  • Scegliere con attenzione la giusta miscela: Arabica se si vuole optare per un gusto più delicato, aromatico e profumato; una miscela con alte percentuali di Robusta se si prediligono sapori più decisi e corposi;
  • Preriscaldare la macchina del caffè: una buona abitudine che in pochi attuano all’accensione della macchina, è quella di erogare una tazza di acqua bollente, così da eliminare anche eventuali residui e inserire la capsula solo in una seconda fase;
  • Corretta dose di caffè: da quando esistono in commercio le cialde monodose, che contengono la precisa quantità di miscela necessaria a un equilibrato caffè, il problema non si pone più;
  • Erogazione: ovviamente c’è chi lo preferiscepiù lungo e chi ristretto, ma la quantità ideale sarebbe 25ml;
  • Utilizzare acqua priva di cloro: il cloro impedisce la formazione della cremina e favorisce lo sviluppo di sentori pochi sgradevoli. L’ideale sarebbe usare acqua imbottigliata;
  • Conservare il caffè in un luogo fresco e asciutto: in questo modo si conservano meglio gli aromi tipici della tostatura del caffè;
  • Utilizzare la temperatura più bassa e il fornello più piccolo: abbassare il fuoco al minimo è necessario affinchè il caffè non diventi troppo forte e esca lentamente;
  • Mescolare la moka una volta fuoriuscito tutto il caffè: in questo modo profumi e aromi della miscela scelta si uniformano;
  • Aggiungere un cucchiaino di zucchero: così si catalizzano tutti gli aromi; è utile utilizzarlo nelle miscele in cui c’è un’alta quantità di robusta, tendenzialmente amara e meno ricca di profumi