Possibile curare il Parkinson bevendo caffè macinato?

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Gli studi sull’effetto del caffè macinato sono sempre numerosi e i risultati raggiunti in campo sono in continua evoluzione. Di rilevante importanza sono quelli condotti in campo neurologico.

Abbiamo già parlato degli effetti positivi del caffè sull’organismo, ma la ricerca è in continua evoluzione. Le Università attive sulle ricerche degli effetti del caffè macinato sul cervello degli esseri umani sono molte. Questo è, e sarà, un campo di ricerca che attrae numerosi scienziati. Difatti il caffè è una sorpresa continua e una bevanda che al suo interno contiene molte contraddizioni. Da anni gli studiosi stanno cercando di capire quali siano i veri effetti provocati dal caffè ma i risultati sono ancora piuttosto nebulosi e molto contrastanti tra di loro.

Un recente studio condotto dai ricercatori della Juntendo University School of Medicine di Tokyo e pubblicato su una famosa rivista specializzata in neurologia, la Neurology Journal, sostiene l’uso del caffè come medicinale per la cura e la prevenzione di alcune malattie. La rivista Neurologia afferma, in uno dei tanti articoli dedicati al caffè macinato che l’uso di caffeina può aiutare i pazienti affetti da Parkinson a attenuare i sintomi.

Le ragioni di questo effetto non sono ancora molto chiari ma risulterebbe che alcuni dei pazienti sottoposti a test specifici grazie all’assunzione di caffè, in particolari dosi, possano controllare meglio i movimenti, e quindi uno dei sintomi più visibili della malattia.

Le ricerche non sono partite in un tempo recente difatti già in passato altri studi avevano dimostrato l’utilità della caffeina nel prevenire lo sviluppo del Parkinson. La prevenzione era quindi stata confermata da varie ricerche ma nessuno mai aveva affermato che il caffè potesse diventare un “farmaco”, non solo per prevenire la malattia, ma per i pazienti già affetti dalla malattia del Parkinson.

Vediamo quindi come è stata scolta e la ricerca sugli effetti del caffè macinato sulle persone affette da malattie motorie e illustriamo i risultati ottenuti.

Ronald Postuma noto ricercatore in campo medico e autore della ricerca ha studiato gli effetti della caffeina su pazienti affetti da Parkison sottoponendo ad esperimenti. Ha deciso di testare gli effetti provando a somministrare diverse dosi di caffè ai soggetti per capire le diverse reazioni.

Lo scienziato membro dell’American Academy of Neurology, ha preso come campione 61 pazienti che mostravano differenti sintomi motori. A una metà di questi pazienti è stata somministrata una forma placebo del “famaco” mentre all’altra metà:

  • una dose di 100 mg di caffeina due volte al giorno per tre settimane (all’incirca due tazzine);
  • una dose di 200 mg due volte al giorno per tre settimane (all’incirca 4 tazzine).

Alla fine del trattamento chi aveva assunto caffeina mostrava:

  • 5 punti di miglioramento in scala di gravità del Parkinson;
  • 3 punti nella velocità di movimento, rigidità e gravità dei tremori.

Possiamo concludere affermando che la caffeina ha quindi prodotto degli effetti positivi sui pazienti. Infatti, i problemi motori  sono provocati dall’assenza di dopamina in aree del cervello nelle quali i neuroni che la producono vengono distrutti. I recettori dell’adenosina, normalmente, inibiscono la produzione della dopamina: la caffeina blocca l’azione di questi recettori aumentando di conseguenza la produzione di dopamina.

Ma l’indagine sugli effetti del caffè macinato non si ferma qui.  La caffeina è stata infatti usata anche per il trattamento dell’Alzheimer e di altre patologie, sempre con risultati positivi sul corpo e sul cervello dei pazienti.